Web services

June 16th, 2008

Che ho fatto negli ultimi sei mesi?
Beh devo ammettere che veder crescere una figlia è una bella occupazione!
Ciononostante nei ritagli di tempo mi sono documentato su un po’ di cose interessanti. Ultime in ordine temporale: cloud computing, web services, online storage, Amazon s3, google app engine.
Ho scaricato l’sdk di google app engine e ci sto un po’ giocando, mi sono fatto un account su amazon web services (aws), sto usando jungle disk per backuppare i miei dati.
Il fatto di avere online una copia dei dati importanti mi fa stare tranquillo: certo, uno può sempre usare un hard disk esterno, ma per la massima sicurezza è meglio che una copia dei dati stia geograficamente lontana da tutte le altre copie.
Amazon s3 offre storage a bassissimo costo e altissima affidabilità, e le api sono molto semplici ed intuitive da usare, una volta compresi i concetti fondamentali.
A differenza di google app engine, AWS offre molta libertà agli sviluppatori: la sua politica è di fornire agli svilupatori una serie di mattoncini ben definiti e semplici da usare.
Google app engine invece mi sembra più “proprietario”, però è molto più semplice vedere la propria applicazione up and running in pochi minuti. E poi il linguaggio utilizzato è python, quindi è divertente.
Che scegliere?
Se dovessi sviluppare un’applicazione completa e di livello enterprise, sicuramente utilizzerei AWS, mentre per divertirmi e “spippolare” un po’ per capirci qualcosa di web services, online storage, cloud computing e compagnia bella mi butterei su google app engine, che tra l’altro per ora è gratis.
quello che manca è solo il tempo, tant’è che ho scritto così di fretta che non ho messo neanche un link e se vi interessa qualcosa di quello che ho scritto vi tocca copiare e incollare su wikipedia per avere maggiori informazioni :-)

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3D+Physics=reality

May 16th, 2008

3D Scenegraph APIs
Computer physics engines

Da queste due pagine si apre un universo.

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Tempus fugit

January 7th, 2008

E’ passato un sacco di tempo.
Non che non abbia avuto da fare… tra lavoro, impegni familiari e incombenze varie il tempo passa senza che riesca ad accorgermene.
La lista delle cose da fare continua ad avere centinaia di attività, e sono sicuro che molte non riuscirò mai a completarle.
Il mio desiderio di trovare il distillato della semplicità in ogni cosa che faccio non sarà mai appagato, e credo che alla fine sia un bene. Ho sempre pensato che nella vita si può fare perfettamente una sola cosa, al prezzo di non riuscire a gustare nient’altro. Io provo un po’ di tutto, una specie di menu degustazione della vita, spesso mi manca la sensazione di completezza che sono sicuro che avrei potuto provare se mi fossi concentrato su una sola attività, ma se lo avessi fatto sono sicuro che mi mancherebbero tutte le altre cose che ho fatto, anche solo per provare, nel corso della mia vita.
Di cose ne ho fatte tante, ma i veri cambiamenti sono venuti da quando tre anni fa ho deciso di mollare tutto, lavoro fisso, la città in cui ero nato, la casa ideale che avevo trovato.
Mi sono licenziato, sono venuto a Bologna, ho trovato lavoro subito, ho piantato radici, mi sono mollato con la compagna di otto anni di vita, ho conosciuto Barbara che si è trasferita qui con me, abbiamo comprato casa insieme, ci siamo sposati e siamo felicemente uniti da un mutuo fino al 2041.
Il 16 dicembre poi è nata la piccola Dafne.
Ecco secondo me un figlio è, come diceva Pitigrilli, la linea sotto la quale si fanno i conti della propria vita.
Credo che d’ora in poi il tempo continuerà a scorrere sempre più velocemente, ma ci sarà una ragione di più per voler congelare certe sensazioni.

Dafne

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E poi tutto va bene

September 19th, 2007

18 settembre 2007:
TFR - La cronaca di un fallimento

19 settembre 2007:
Con il conferimento del TFR 900mila adesioni in più ai fondi pensione

E a conferma sempre il 19:
Tfr, in sei mesi un aumento del 50%”
“900.000 hanno già scelto i fondi pensione.
Damiano: “Sono stati smentiti i profeti di sventura. Bastava aspettare per vedere i risultati”

Boh, mettetevi d’accordo con voi stessi.

Non è che assicurazioni, banche, e stati, se la stanno facendo sotto per la paura di effetti valanga come quello della Northern Rock? E stanno prezzolando giornalisti e politici per tranquillizzare gli animi?
Il panico è sempre stato una componente importante del sistema economico e di quello sociale. Il sistema deve quindi evitare il più possibile di generare panico.
Per spiegarlo posso usare una metafora.
E’ come stare in una barca, in balia della tempesta, e quello che fa stare a galla la barca è la cooperazione di tutto l’equipaggio a sgottare l’acqua che entra. Se inizia a diffondersi il panico, e l’equipaggio inizia a pensare che la barca sta affondando, è morte certa per tutti, quelli che scappano e quelli che restano. L’unica possibilità (e quindi non certezza) di farcela, è quella di restare tutti dentro, e continuare a sgottare. E il comandante farà di tutto per impedire che l’equipaggio scappi. E farà di tutto per impedire il panico.
Questo significa che la barca non affonderà? no di certo. Ma avrà almeno qualche possibilità di farcela, al prezzo della fatica e della cooperazione di tutti, e della morte di qualcuno.
Quindi è CONVENIENTE essere ottimisti, ed è CONVENIENTE tranquillizzare. a qualunque costo.

L’abbassamento del costo del denaro di mezzo punto è un chiaro segnale di tranquillizzazione. L’immissione di miliardi di liquidità anche. L’intervento della banca di Inghilterra per salvare la Northern Rock, pure. E così via.

E’ che quando inizio a vedere così tanti segnali e messaggi di tranquillizzazione da parte di stati, banche e assicurazioni, che, ammettiamolo, non brillano in quanto a filantropia e moralità… ecco io non riesco a stare poi così tranquillo.

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Perchè

September 12th, 2007

Credo che mi capiterà spesso di scrivere due o tre post lo stesso giorno, uno di seguito all’altro, e poi magari nulla per un po’ di giorni.
E’ che non mi va di postare dal lavoro, e spesso la sera sono pigro e non faccio che bighellonare da un blog all’altro, quindi quando mi gira riorganizzo un po’ di pensieri e li pubblico tutti in una volta.
All’inizio ero contrario a fare così, poi alla fine ho pensato che il blog è mio e posso fare un po’ quel che mi pare.
Un po’ di libertà almeno qua!
Giusto per fare un po’ di biografia sparsa, questo non è ovviamente l’unico blog che ho. Nel corso degli anni ne ho creati e mantenuti tre, e uno lo sto creando in questi giorni. In pratica qua posto quello che non mi da’ problemi che venga associato alla mia persona reale.
Non che abbia qualcosa da nascondere realmente, fondamentalmente però non mi va che un eventuale futuro datore di lavoro, o socio in affari, o chiunque faccia una ricerca su internet con il mio nome e cognome possa trovare cose strettamente personali in maniera troppo facile.
Quindi qui è un po’ come alla macchinetta del caffè in azienda: si parla di hobby, di notizie varie, di informatica, magari di politica alla leggera, ma non di cose strettamente personali.
Mi piace avere blog in cui non sia possibile legare ciò che scrivo alla mia persona reale: credo che un po’ di anonimato in rete sia meglio della psicoanalisi.
E sicuramente costa di meno.

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