Itinerari di viaggi attraverso i luoghi dell'incontro. Esiste una cultura zingara?

Gli Zingari oggi

[Dalla Relazione del Ministero dell'Interno sugli zingari (rom, sinti e caminanti), anno 2006]

La stima della consistenza numerica delle popolazioni "sprovviste di territorio" nel nostro Paese è particolarmente difficile, sia perché i censimenti in Italia non rilevano il dato delle minoranze linguistiche, sia perché mancano criteri precisi per classificare una persona o un gruppo come Zingari. Le stime dunque sono approssimative, formulate da enti ed organizzazioni che si interessano da vicino.

Sia l'Opera Nomadi che l'Associazione Nazionale zingari oggi hanno effettuato rilevamenti delle presenze di Rom, Sinti e Caminanti sull'intero territorio nazionale attivando tutte le sezioni e i gruppi collaboratori locali. I risultati, pur non potendo essere considerati dal punto di vista statistico un censimento dettagliato, offrono comunque una stima numerica di circa 140.000 presenze totali di Rom, Sinti e Caminanti. Dei Rom l'assoluta maggioranza, proviene dai paesi della ex Jugoslavia, dall'Albania e dalla Romania. L’'fflusso continuo e massiccio di profughi dalla Bosnia e di nuovi gruppi Rom dall'ex Jugoslavia, Romania, Albania, Polonia fa sì che questo dato si possa considerare ulteriormente cresciuto. Irrilevante, ma non inesistente, la presenza di Rom e Sinti cittadini di paesi comunitari.

Situazione in Italia e a Roma

[Dal Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People, Relazione della Comunità di Sant'Egidio, anno 2003]

La presenza di coloro che in Italia vengano chiamati comunemente Zingari è una presenza esigua e molto diversificata. È difficile dire il numero esatto degli Zingari presenti che viene stimato da molte ricerche intorno alle 140.000 unità, di cui il 75% italiano. Sono presenti i Sinti e i Rom italiani inseriti in tutto il territorio nazionale; i Rom giunti in Italia dalle diverse Repubbliche dell'ex Jugoslavia da più di trenta anni; i Rom giunti dai Balcani a seguito delle guerre che hanno sconvolto la regione tra il 1991 e il 2000 e - ultimi cronologicamente - gli Zingari provenienti dalla Romania. A questi grandi gruppi si possono aggiungere gruppi minori come un gruppo di Zingari polacchi (in particolare a Novara) o un altro di origine irakeno-francese i Kaulia (in particolare a Roma e Napoli).

A differenza di quello che comunemente si pensa che gli Zingari siano un popolo nomade, termine con cui sono indicati dalle istituzioni pubbliche e dai mass media, gli Zingari in Italia sono ormai un popolo che si è sedentarizzato, per motivi diversi legati alla storia, ma non è questo il contesto in cui soffermarsi a parlare di questo problema.

Gli Zingari a Roma sono circa 7000: lo 0,5% della popolazione romana. La gran parte vive in 31 insediamenti, dei quali solo 8 attrezzati con acqua e bagni, gli altri con servizi scarsissimi. Due campi sono tra i più grandi insediamenti europei, in ognuno vivono più di 1000 persone.

Circa 1500 sono italiani, gli altri provengono dai territori della ex Yugoslavia, e dalla Romania. Gli italiani sono nella maggior parte cattolici, c'è stata una missione evangelica pentecostale che ha prodotto negli ultimi anni diverse conversioni, molti sono divenuti pastori. Una parte degli Zingari della ex Yugoslavia e della Romania sono cristiani ortodossi, mentre i bosniaci, i macedoni e i kosovari sono musulmani.

Sono una popolazione molto giovane: circa il 51 % ha meno di 14 anni; è raro trovare nei campi persone anziane, l'età media di un romano è di oltre 80 anni, per uno Zingaro è meno di 50 anni. In una stessa città convivono due mondi completamente diversi.

Il 70% degli Zingari "romani", 4500 persone, sono nati in Italia, ma non sono riconosciuti come italiani, anzi spesso non hanno nessuno status giuridico e nessun diritto, sono considerati clandestini. Non sono cittadini iugoslavi, perché non possono avere il passaporto essendo nati in Italia, e non sono cittadini italiani perché la legge non lo permette, potrebbero essere considerati degli apolidi di fatto. Il popolo zingaro é l'unico popolo che è notoriamente senza terra, ma anche senza nazionalità. L'unico popolo che non ha mai dichiarato guerra a nessuno, ma ha subito e subisce persecuzioni e pregiudizi, è il popolo più disprezzato, è il popolo che insieme agli ebrei ha subito l'olocausto.

Approfondimenti

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In un quadro verosimile, avvalorato dalla microcriminalità o dall'accattonaggio tra i nomadi, queste leggende raccontano le nostre paure collettive.