Splinder, una piattaforma per blog

[Intervento di Barbara Damiano]

splinder

Nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete. Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete".

Perchè ci si apre un blog?

Nel 2003 partecipavo ad un forum in cui mi ero fatta molti amici virtuali. Un giorno la mia amica Peperita mi dice: "A te che piace scrivere... dovresti proprio leggere il blog di questo qui, perchè scrive benissimo". "Quello lì" era Polemiko, che dopo 2 anni sarebbe diventato il mio compagno e il padre di mia figlia. Il primo suo post che ho letto, era intitolato "Albatros", e per un'amante di Baudelaire come me, è stato un colpo fatale. Così quella sera stessa ho aperto il mio blog, come mezzo per parlare di me, per toccare altre persone, per farmi un'autoterapia: grazie al blog, strano a dirsi, mi sono conosciuta meglio, e sono guarita da tante cose. Il sottotitolo del mio blog è stato sempre: Visioni trasversali di modi paralleli. La mia idea, il mio intento, era quello di contaminarmi con quante più vite possibili. Perchè, a pensarci, ognuno di noi vive in un mondo suo, e ci sono milioni di mondi, che sono sì parte dello stesso mondo, ma sono anche mondi a sè stanti. E io volevo attraversarli in modo trasversale, toccandone il più possibile.

Perchè si è più vicini quando si è lontani? Perchè il corpo è una gabbia. Più riusciamo a liberarcene, a metterlo in secondo piano, più ci avviciniamo al divino. E in quanto dei, perchè ognuno di noi, privato del corpo, è dio, siamo capaci di sensazioni fortissime, immense.
[...] La lontananza ci avvicina. La vicinanza ci allontana. E non c'è scampo, se non godere degli attimi di non-lucidità. (Mr. Polemiko)

Io e Pol ci siamo letti per un anno. Un giorno, in piena estate, abbiamo parlato di Ikea: lui si trasferiva a Bologna, io andavo a vivere da sola. Così abbiamo scoperto di essere entrambi di Torino, e ci siamo incontrati. Quello è stato il giorno in cui è iniziata la nostra nuova vita. a Bologna, lui è stato mollato dalla sua compagna. Io mi sono innamorata di lui. E dopo 6 mesi di weekend rubati alle ferrovie dello stato, ho mollato il passato e sono scappata con lui a Bologna. Ecco perchè ci si apre un blog: per cambiare. E quando inizi non sai mai cosa puoi cambiare: il colore dei capelli, la musica che ascolti, gli amici, la vita...

Vite da blogger

Uno spazio collettivo che raccoglie le esperienze dei blogger, da quando il blog è entrato nel loro quotidiano. L'obiettivo è di far comprendere al grande pubblico che non conosce ancora i blog (o ne ha sentito parlare in maniera distorta), che, se utilizzato con intelligenza, si tratta di uno strumento che può contribuire a migliorare la propria vita. splinder Molti sono a conoscenza di storie di blogger che hanno acquistato notorietà, che hanno trovato un lavoro o lo hanno cambiato, che hanno stretto amicizie a distanza, che hanno pubblicato racconti e libri, che hanno trovato casa in una città lontana, che si sono innamorati. I blog si stanno dimostrando inaspettati "moltiplicatori di opportunità" tali da riuscire realmente a cambiare la vita delle persone: il virtuale che cambia il reale. Il blog si sta rivelando lo strumento migliore per abbattere le barriere fisiche che separano le persone; dà la possibilità a tutti di conoscere nuova gente accomunata dagli stessi interessi, indipendentemente dall'età, dal sesso, e dal comune di residenza. Risulta meno dispersivo di chat e forum, ed è più immediato nell'individuazione degli interessi di chi lo scrive. Nella maggior parte dei casi, chi inizia a pubblicare un proprio diario on-line lo fa perchè gli piace raccontarsi, e questa è l'opportunità adatta a farlo nel migliore dei modi. Molti giornalisti, quando scrivono del "fenomeno blog" tendono a parlarne in maniera negativa o sensazionalistica, tralasciando l'aspetto fondamentale degli effetti sociali che ne derivano.
[fonte Vite da blogger]

I wanna be a blogstar

Da qualunque lato la si voglia vedere, la Blogstar è un punto di riferimento per l'intera blogsfera, tanto per i sostenitori, quanto per i detrattori. La definizione quindi esclude tutti coloro che sono famosi a casa loro o all'interno di una cerchia ristretta di persone. Se il tuo blog è molto visitato e produce molti commenti, ma i visitatori sono sempre gli stessi... non sei una blogstar. I visitatori tipo di uno starblog intervengono a fini prettamente pubblicitari: "ti segnalo che ci sono anch'io, caro vip, non è che daresti un'occhiatina al mio blog"? Ci scappasse un linkino... sono tutte ambizioni puntualmente frustrate, perchè un requisito fondamentale per essere blogstar è l'autoreferenzialità, e chi ha raggiunto questo livello è sulla cresta dell'onda da parecchio tempo, conosce le regole e quindi la sua lista di link fa letteralmente la muffa: promuovere sul campo qualcuno con poca "anzianità di servizio" significherebbe fare uno sgarbo ai professionisti della trafila e mettere in gioco un potenziale rivale. Detto questo, è bene precisare che le reazioni al proprio contare qualcosa nella blogosfera (per meriti acquisiti sul campo, amicizie particolari, suggestione popolare: c'è di tutto) sono svariate. Il successo va maneggiato con cura, e in molti casi dà dipendenza, tolleranza, astinenza. Ci sono quelli che riconoscono nel loro successo un'interazione chirurgica con gli utenti del blog: stimolano e moderano le discussioni, intervengono nei commenti e sdrammatizzano l'aura che li circonda, quelli che si esercitano in autentici saggi, vivendo di fama acquisita sul campo, e scatenano una ridda infinita di commenti da parte di appassionati lettori (i quali spesso si trovano a discutere come di un'entità sovrannaturale), quelli che affidano la popolarità del loro blog ai contributi di autori selezionati, che ricevano in cambio un po' di visibilità per il loro blog, spesso di nicchia. La blogstar tratta l'attualità ed il quotidiano, prevalentemente. Tutti gli spunti divengono però l'occasione per massime, pensieri universali e pillole di saggezza orfane di qualsiasi spirito critico. L'ipse dixit è la regola. Essere una blogstar è la fine della libertà, la spersonalizzazione del concetto stesso di blog, e l'inizio di una fase bloggistica quasi lavorativa. I post non vengono più "scritti", vengono "prodotti".
[fonte Daveblog]

Fenomeni del momento

Come in tutti i fenomeni, anche quello del blog è un mondo soggetto a "mode" e periodi. Esistono blog di moltissime categorie: religiosi, politici, scolastici, di giornalismo, blog personali, fotoblog. E blog che abbracciano il mondo giovanile: gli emo, i blog-pucci, i blog shopaholic, i blog ana e mia... Negli ultimi due anni, due categorie in particolare hanno raccolto molte adesioni: i blog sulla maternità/paternità e i blog di cucina (foodblog).

Alcuni tra i foodblog più belli:

Scrivere un valido blog di cucina è difficile: occorre tempo per cercare le ricette, per scegliere gli ingredienti, per cucinare e, soprattutto, per fotografare i cibi, che sono notorialmente uno dei tipi di fotografia più difficile da effettuare. Spesso, i più apprezzati foodblogger cucinano mini dosi appositamente per fotografare il piatto, il quale viene poi cestinato senza essere consumato... il prezzo della notorietà.


I più bei blog di mamme:

Blog pubblico o blog privato? Nel 2008 sempre più mamme-blogger stanno rendendo privati i loro blog, per sentirsi maggiormente libere di pubblicare le foto dei loro figli senza il timore che vengano scaricate e manipolate per altri scopi. Opinabile o meno, questo sta riducendo la consultabilità dei blog, creando dei meccanismi di "casta" tipici di frequentazioni "ad invito".