Centri Rousseau
[Intervento di Maddalena Portioli]
I centri Rousseau sono una cooperativa sociale che ho conosciuto quattro anni fa, scoprendo un nuovo modo di concepire "l'individuo nella sua globalità in mezzo agli "altri", nel mondo". D'allora partecipo ai corsi di formazione e ogni estate aderisco e collaboro come educatrice alla progettazione e realizzazione dei turni estivi. Durante l'anno collaboro con la cooperativa in varie situazioni (promozione, continuità, laboratori ecc.).
L'università mi ha dato molte nozioni teoriche, ma i centri Rousseau mi hanno preparata in un modo tutto nuovo (psicodramma, giochi di ruolo, riflessioni in gruppo, simulazioni, ecc.) che non avevo mai sperimentato prima in altre situazioni o enti con cui sono venuta a contatto.
Avendo iniziato il mio percorso universitario parallelamente al lavoro e formazione con i centri Rousseau, ho potuto scoprire nel pratico aspetti teorici studiati sui libri. Il senso di ciò che ho studiato non mi sarebbe bastato per farmi sentire pronta e in grado di lavorare in determinati
ambienti. Perciò lavorare con questa cooperativa sociale, mi ha permesso di crescere ed esser pronta sia a livello teorico che pratico ad affrontare le situazioni di disagio.
La trasmissione di responsabilità avviene gradualmente dal responsabile all'educatore. Non solo, avviene anche dall'educatore all'educatore e viceversa. Ciò attraverso l'interazione, sino a portare
l'équipe in situazione democratica a livello di responsabilità, capacità decisionale, scelta, ecc.
Un percorso di crescita in gruppo
CRESCITA
Crescita per i Centri Rousseau è sempre un percorso fatto in gruppo, perché noi arricchiamo gli altri e gli altri arricchiscono noi. La crescita è un percorso di autonomia, intesa come: cura di sé, ossia accettazione e cura del proprio corpo e delle proprie cose; responsabilizzazione, ossia il farsi carico a livello individuale delle esigenze del gruppo; autogestione del gruppo, ossia permettere a bambini e ragazzi di diventare protagonisti. In ultima analisi è sviluppare il senso critico di ciascuno, ossia imparare a ragionare con la propria testa.
GRUPPO
Gruppo non si è ma si diventa, mettendo gli individui in condizione di conoscersi al di là di qualsiasi pregiudizio, di sviluppare relazioni affettive positive e di condividere il percorso di formazione delle regole che strutturano la vita della comunità: se ho contribuito a creare una regola, sarà più difficile che io la trasgredisca. Il gruppo diventa così un luogo di partecipazione attiva, che permette a ognuno di trovare le proprie modalità di espressione e di essere accolto per quello che è. Si tratta in sostanza di un modello di relazione che fornisce strumenti per potere scegliere e mettere in atto una modalità di cittadinanza attiva.
I VALORI
- autonomia: pensare e agire da soli in maniera consapevole e responsabile
- responsabilità verso gli altri: avere comportamenti rispettosi degli altri, siano essi singoli o gruppi
- antiautoritarismo: gestire sia le relazioni tra le persone sia la vita di gruppo attraverso regole condivise
- partecipazione attiva: promuovere per tutti i membri della comunità la possibilità e i luoghi per esprimere le proprie idee e sentimenti
- valorizzazione delle differenze: riconoscere come un valore per la collettività le differenze individuali, culturali e sociali dei suoi membri
- sviluppo del senso critico: stimolare la capacità di pensiero e di argomentazione delle proprie posizioni
- spirito di avventura: incoraggiare la sperimentazione di ruoli e situazioni nuove come forma di crescita
La preparazione e la tutela che sperimenta l'educatore al primo livello, cosi come nei livelli successivi e il passaggio di competenze calibrato, permette una vera esperienza educativa. La metodologia d'intervento che caratterizza tutte le iniziative vede i minori protagonisti dell'esperienza e non semplici fruitori della stessa. I criteri pedagogici fanno riferimento alla
pedagogia attiva, che opta per un tipo di relazione educativa autorevole, ma non autoritaria.
L'obbiettivo è di connotarci come "comunità educante". Per comunità s'intende un insieme di individui che persegue gli stessi fini e in cui ogni membro viene riconosciuto come soggetto attivo. Per educante s'intende la capacità di lasciare un segno positivo nello sviluppo e nella maturazione dei singoli soggetti che costituiscono. Ricordando che lo sviluppo del minore è un
processo, un cambiamento dinamico attraverso tappe che portano dalla dipendenza
all'autonomia secondo linee evolutive predeterminate ma influenzate dall'ambiente, è un bisogno fondamentale del bambino ciò che è necessario al suo sviluppo in quel determinato momento della sua crescita. Perciò i bisogni secondari, come il bisogno di sicurezza, di protezione,
d'interazione sociale, di riconoscimento di sé e della propria identità, di sperimentarsi in situazioni nuove, di mettersi alla prova pur in un ambiente protetto, non sono meno importanti di quelli primari. Per questo nella strutturazione delle attività teniamo in considerazione i bisogni dei minori
in relazione alla loro età e al loro sviluppo emotivo e relazionale.
Obiettivi generali e progetti
Il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei ragazzi/ragazze nella gestione quotidiana della vita comunitaria
L'individuazione comune di alcune regole generali che permettono di conviver in armonia e senza
sopraffazioni, al di là del ruolo che ognuno riveste
La solidarietà dei membri del gruppo
La responsabilità verso gli altri che deriva da azioni e atteggiamenti personali.
L'impegno a sperimentare strumenti di crescita democratica che garantiscano la partecipazione di
tutti alle scelte, escludendo una rigida divisione dei ruoli tra bambini e adulti.
Lo spirito di avventura unito alla validità e al gusto per l'organizzazione.
I ragazzi/e sono chiamati/e a partecipare a tutti i momenti di gestione concreta del turno, esprimendo i propri bisogni, discutendo e organizzando con gli educatori le attività da svolgere e proponendo soluzioni per ogni tipo di problema che la vita di comunità comporta, ognuno coinvolto per quello che può offrire e stimolato a superare i propri limiti per raggiungere le
potenzialità espresse dalla propria personalità e sostenuto in questo da un costante lavoro di osservazione e comprensione da parte dell'adulto.
Gli obbiettivi educativi comuni sono relativi al gruppo, alla responsabilizzazione del singolo e
quelli relativi alla crescita del minore.
Come è nata l'idea della Comunità Educante?
Questa forte esperienza di comunità educante si riferisce ad un aspetto democratico (parità di valore tra i membrei della comunità) e di continuità, ovvero nel fatto che non è un'esperienza educativa riferita solo all'utenza, ma a tutti i componenti del gruppo (la cuoca, il tuttofare, gli educatori, i bambini e tutti coloro che vi entrano a far parte).
Inoltre L'aspetto della continuità sta nel fatto che dopo la vacanza, o attività, o lavoro, ecc. il legame tra i membri continua e si evolve nella reciprocità, nel ritrovarsi anche al di là del lavoro in altre situazioni. Ciò che accomuna i membri
è il desiderio di diffondere un determinato stile educativo che possa trasmettere determinati valori tra cui in primis il valore dell'essere umano, in una società che va sempre più in direzione del valore più per l'oggetto che per la persona.