CRI, Croce Rossa Italiana
[Intervento di Barbara Damiano]
La CRI rappresenta, per me, la principale Comunità reale a cui abbia mai partecipato. Sono stata volontaria, prima di trasferirmi a Bologna, per circa 10 anni, occupandomi principalmente di Formazione, Addestramento dei nuovi volontari e di volontariato in ambulanza. E' grazie, fondamentalmente, ai suoi princìpi, che la CRI si può definire una comunità DUREVOLE, INTIMA ed ESCLUSIVA, secondo la definizione di Ferdinand Tonnies.
Storia e fondatori
1848, Ferdinando Palasciano
Durante i moti di Messina del 1848, Ferdinando Palasciano, giovane medico, ufficiale dell'esercito borbonico, avvertì il dovere morale di prestare le sue cure anche ai feriti nemici nonostante l'ordine contrario del generale Filangieri. Ciò gli valse una condanna a morte che, per intercessione di Re Ferdinando, venne tramutata in un anno di carcere. Anche durante la reclusione Palasciano continuò ad assistere i feriti napoletani, lottando per il riconoscimento della neutralità dei feriti in guerra.
Henry Dunant
I principi proclamati da Palasciano presero forma grazie all'opera di Henry Dunant, considerato a pieno titolo il fondatore della Croce Rossa. Nel 1858 , dopo alcuni impedimenti riguardanti la sua attività di coltivatore, decide di parlare personalmente con Napoleone III, possedendo terreni su colonia francese. Ma l'Imperatore si trova in Lombardia, nel pieno della II guerra d'indipendenza italiana. Dunant si ritrova dunque a Solferino, il 24 giugno del 1859, nel bel mezzo di una delle battaglie più sanguinose dell'Europa: più di 40.000 persone giacciono sul campo di battaglia.
Qui si svolge una lotta corpo a corpo, orribile, spaventosa; Austriaci ed Alleati si calpestano, si scannano sui cadaveri sanguinanti, s'accoppano con il calcio dei fucili si spaccano il cranio, si sventrano con le sciabole o con le baionette; è una lotta senza quartiere, un macello, un combattimento di belve, furiose ed ebbre di sangue; anche i feriti si difendono sino all'ultimo: chi non ha più un'arma afferra l'avversario alla gola, dilaniandogliela con i denti.
Impotente di fronte a queste scene di dolore e di disperazione, Dunant cerca invano medici, chirurghi e infermieri che possano alleviare le sofferenze di tanti uomini, ma il numero dei feriti è così considerevole che è impossibile provvedervi. Cosciente, quindi, che l'unica cosa da fare è quella di ricorrere alla buona volontà degli abitanti del paese, Dunant stesso si improvvisa infermiere, raduna uomini e donne, procura acqua, brodo, biancheria e bende e ritorna sui campi di battaglia per raccogliere altri feriti.
Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli più orrendi che si possano immaginare. Il campo di battaglia è coperto dappertutto di cadaveri; le strade, i fossati, i dirupi, le macchie, i prati sono disseminati di corpi senza vita e gli accessi di Solferino ne sono letteralmente punteggiati. Nei paesi tutto si trasforma in ambulanze di fortuna: chiese, conventi, case, pubbliche piazze, cortili, strade, passeggiate.
Dopo la fine della guerra, Dunant torna a Ginevra e trasferisce tutta la sua amarezza nel libro: "Souvenir de Solferino", in cui ipotizza la creazione di una Società di soccorso volontario in ogni Stato, con il compito di organizzare ed addestrare squadre per l'assistenza dei feriti in guerra. Propone che i feriti ed il personale sanitario vengano ritenuti neutrali dalle Parti belligeranti, protetti da un segno distintivo comune.
Il libro è un vero successo, ha una vasta risonanza in tutta Europa e crea immediatamente un clima favorevole alla realizzazione concreta degli ideali in esso contenuti.
Nel 1862 Dunant, insieme ad altri cinque cittadini svizzeri - il giurista Gustave Moynier, il generale Henry Dufour e i due medici Louis Appia e Theodore Maunoir - fonda il "Comitato dei cinque", prima cellula di quello che diventerà il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Il 26 ottobre 1863 organizza, a Ginevra, una Conferenza Internazionale alla quale partecipano 18 rappresentanti di 14 Paesi che, il 29 ottobre, firmano la "Prima Carta Fondamentale". Le dieci risoluzioni in essa contenute definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso e costituiscono l'atto di nascita del Movimento.
22 Agosto 1864, Prima Convenzione di Ginevra
Il conflitto che scoppia, nel febbraio 1864, tra la Prussia e la Danimarcapone l'accento sulla necessità di un serio impegno da parte degli Stati circa la protezione da assicurare al personale ed alle strutture destinate alla cura dei feriti in guerra. Il governo svizzero offre il proprio appoggio all'iniziativa convocando, l'8 agosto 1964, una Conferenza diplomatica alla quale partecipano i rappresentanti di 12 governi, compresi gli Stati Uniti, unica Potenza non europea rappresentata. La Conferenza si conclude, il 22 agosto 1864, con l'adozione della prima "Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna". Il documento, composto da dieci articoli, garantisce neutralità e protezione alle ambulanze e agli ospedali militari, al personale delle equipes sanitarie e al materiale utilizzato. La protezione viene estesa anche alla popolazione civile che si adoperi per i soccorsi ai feriti. La croce rossa su sfondo bianco viene adottata quale simbolo di protezione e neutralità riconosciuto a livello internazionale. L'emblema, privo di significato religioso, è scelto invertendo i colori federali della bandiera svizzera, in omaggio al paese ospitante. Viene stabilita, inoltre, la regola fondamentale secondo la quale "i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano". La prima Convenzione di Ginevra del 1864 dettando norme atte, per quanto possibile, a rendere meno crudele la guerra e riconoscendo la dignità della persona umana e la neutralità del ferito di guerra, costituisce un passo decisivo nella storia del Diritto Internazionale Umanitario. Il conflitto fra Austria e Prussia del 1866 ed ancor più la guerra del 1870 tra Francia e Prussia, mostrano i primi risultati positivi. In occasione del conflitto franco-prussiano, per la prima volta nella storia militare, entra in funzione un organismo internazionale che si occupa di comunicare con le famiglie dei soldati feriti o caduti in battaglia; il Comitato Internazionale può inviare nei campi di prigionia, sebbene questa attività non sia ancora ufficialmente fra le sue prerogative, suoi Delegati. Sarà, infatti, in occasione della IX Conferenza Internazionale di Washington del 1912, che il Comitato Internazionale viene incaricato di assicurare i soccorsi ai prigionieri di guerra mediante l'intermediazione di delegati neutrali accreditati presso i governi interessati.
Princìpi
La Croce Rossa si basa su 7 Princìpi fondamentali:
- UMANITA': La CR nasce dal desiderio di portare soccorso ai combattenti e prevenire ed alleviare le umane sofferenze ovunque si manifestino. Il suo proposito è di proteggere la vita nel rispetto della dignità umana. Essa promuove la reciproca comprensione cooperando per il mantenimento della pace fra tutti i popoli.
- UNIVERSALITA': La CR è un'istituzione universale in seno alla quale tutte le Società Nazionali hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente.
- UNITA': In un Paese non vi può essere che una sola Società di Croce Rossa rivolta a tutti ed in grado di estendere la sua azione umanitaria in tutto il territorio.
- IMPARZIALITA': La CR non opera alcuna distinzione di nazionalità, sesso, razza, religione, condizione sociale o appartenenza politica.
- INDIPENDENZA: La CR è indipendente, ausiliaria dei poteri pubblici nelle loro attività umanitarie. E' sottoposta però alle leggi dei rispettivi Paesi.
- NEUTRALITA': La CR si astiene dal prendere parte alle ostilità e alle controversie d'ordine politico, razziale, religioso ed ideologico, con lo scopo di conservare la fiducia di tutti.
- VOLONTARIETA': La CR è un'organizzazione volontaristica e disinteressata.