Rischi delle piattaforme free

Post dedicato a chi pensa che il lavoro dello sviluppatore web sia rilassante e abitudinario.
Un post scritto sotto gli effetti dell’adrenalina, visto che riguarda due casi realmente accaduti a noi, recentemente, e da cui per fortuna siamo riusciti ad uscire senza gravi conseguenze.
Ecco cosa succede a lavorare su una piattaforma free…
Caso 1
Alcune settimane fa l’account FB di Mammafelice è stato cancellato. La pagina del sito aveva più di 1400 fans (che adesso tra l’altro non esistono più, perchè le policies di FB sono cambiate).
Nessuna spiegazione, nessuna email di avvertimento, nessuna risposta all’email di contestazione.
A fronte di nessuna violazione commessa, vista la nostra manìa per il copyright. E se anche ci fosse stata violazione non lo sapremo mai, visto che FB dichiara espressamente di non essere tenuto a dare spiegazioni in merito.
Caso 2
Alcuni giorni fa un semplice lavoretto di routine, che abbiamo eseguito centinaia di volte (su siti proprietari), eseguito su blogger si è trasformato in un incubo. Si trattava di eseguire una semplice modifica di DNS, per utilizzare un dominio proprietario su un blog hostato su blogspot.
La procedura indicata e formalizzata da Google è semplicissima e si svolge in pochi minuti, senza intoppi. Peccato che riveli da subito un enorme e preoccupante bug: la perdita di TUTTI i commenti del blog.
In seguito ad una ricerca su Google, emerge che il problema è diffuso. Peccato che lo si possa trovare solo dopo che si è presentato (perchè solo in quel momento si hanno le chiavi di ricerca per individuare la descrizione del problema), e che la guida di Google non ne faccia il minimo cenno.
Le soluzioni proposte nei forum:
- attendere 25-30 giorni, e forse, magicamente, si vedranno ricomparire i commenti;
- tornare alla situazione precedente, senza peraltro la certezza di ripristinare tutto alla situazione di partenza.
Nel timore di incappare in altri bug, si tenta un ripristino dal file di backup che era stato coscienziosamente effettuato in più copie, prima di iniziare il lavoro.
Dopo un’ora di import, blogspot restituisce questo messaggio: L’importazione non è riuscita a causa di un errore del server. Il codice di errore è bX-qm5h6h (ovviamente non documentato).
E’ di conforto sapere che nel blog ufficiale di Google, questo è un problema conosciuto. Tanto che Google ci sta lavorando su. Dal 15 Dicembre del 2009.
Da questo momento in poi, siete totalmente in balìa di Google, ovvero un’entità enorme, dalla quale non potete sperare in aiuti in tempi veloci. E voi non avete nessun modo di risolvere il problema.
La scelta: si ritorna indietro, alla configurazione precedente del blog, e il problema si risolve. I post e i commenti ci sono. Nessun dato è perso. Ma non è stato possibile effettuare il reindirizzamento.
Potete immaginare la mortificazione nei confronti del cliente, che si trova con un problema enorme, che potrebbe avere effetti devastanti sul suo business, e che non era in nessun modo prevedibile, nè prevenibile.
3 considerazioni personali:
1. non accettare MAI lavori su cui non si ha il pieno controllo: se ho il totale controllo della macchina, SO che posso fare bene, e anche se commetto un errore, posso rimediare ripristinando il backup; se non possiedo alcuna autorità su quella macchina, so che può andare male e non avrò i mezzi per risolvere il problema;
2. accettare un tale rischio solo a fronte di una ingente somma di denaro, in modo da poter stipulare un’assicurazione sul proprio lavoro, indicando con precisione, nelle clausole contrattuali, che c’è un margine di errore fatale;
3. scoraggiare severamente chiunque affidi la propria vita e la propria professione ad un prodotto gratuito che, dall’oggi al domani, e senza nessuna spiegazione, può essere cancellato. Sia esso un blog di blogspot, un account di Facebook, una gmail, ecc…
Il motivo di queste importanti regole è molto semplice: se non avete accesso diretto ai vostri dati (ovvero accesso al database e accesso FTP o meglio ancora SSH), e alle applicazioni che usate (devono essere open source o per lo meno commerciali, con un supporto efficiente), state costruendo il vostro business su fondamenta di sabbia.
Ecco un elenco delle cose che potrebbero succedere se il vostro business è basato su prodotti ‘closed source’ e free:
- il vostro account potrebbe essere cancellato;
- i vostri dati potrebbero essere cancellati;
- i vostri dati potrebbero essere compromessi;
- potrebbero esserci cambiamenti di contratto unilaterali;
- potrebbero esserci cambi di architettura che stravolgono i vostri dati;
- potrebbe essere molto costoso o impossibile l’export dei dati e la scalabilità;
- potreste andare incontro a bug non documentati e non risolvibili, senza poter usufruire di un servizio di assistenza.
Da parte nostra, quindi, abbiamo imparato la lezione: si accettano lavori su piattaforme chiuse solo a seguito di completa assunzione di responsabilità da parte del cliente e disponibilità a pagare tutte le ore necessarie a risolvere il problema.
Riassumendo: 4,5 ore di lavoro + 4 pastiglie di xanax = zero euro (e tanta paura per noi e per il nostro cliente).
Siamo dei commerciali nati!
Se vi abbiamo abbastanza spaventati, sappiate che abbiamo anche una soluzione: se volete farne una professione e non un hobby, abbandonate quanto prima blogger, splinder, wordpress.com e passate a un sito proprietario, con un vostro dominio, un vostro spazio di hosting e una delle tante soluzioni open source per gestire i vostri dati.
Se qualcosa va storto, potete cambiare server, piano di hosting, e pure sviluppatore, senza perdere il vostro business

